Kilometro Rosso. Al parco scientifico di Stezzano l’Università vara la sua quarta sede. «Messaggio di fiducia sui destini della ricerca»

«FACCIAMO SISTEMA, APRIAMOCI AL FUTURO»
Inaugurati i Centri delle professioni e per l’innovazione: «Questa realtà ci spinge a non chiuderci negli egoismi»

Multi e interdisciplinarietà, distretto infrasettoriale della ricerca e tecnologia, collaborazioni, relazioni e integrazione dei saperi. Tutti concetti che Mirano Sancin semplifica d’incanto nel passaggio finale del suo intervento: «Il Kilometro Rosso spinge tutti a non chiuderci nei nostri egoismi, ma a fare sistema e aprirci al futuro», spiega l’amministratore delegato del Parco scientifico tecnologico alle porte di Bergamo. Una sfida lanciata da Alberto Bombassei, patron della Brembo, ieri seduto in prima fila a godersi qualcosa che cresce passo dopo passo: gli ultimi nati sono il «Centro delle professioni» e il «Centro per l’innovazione»» dell’Università, la sua quarta sede dopo il capoluogo, Dalmine e Treviglio. Entrambe realizzazioni dello studio di architettura Blast, composto da Luca Bombassei, Franz Siccardi e Simona Traversi. Un luogo dove far vivere quella che il critico Gianluigi Ricuperati definisce «la quiete della ricerca, che porta a risultati formidabili». Un’ investimento. Di più, un «messaggio di fiducia sul futuro della ricerca nel nostro Paese», spiega il rettore Alberto Castoldi.

IL GOTHA IN PLATEA
Al taglio del nastro a Stezzano c’è il gotha del mondo politico, economico ed imprenditoriale: dal presidente del Consiglio di gestione di Ubi Banca Emilio Zanetti a Giorgio Papa, direttore generale del Credito Bergamasco, passando per Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, il presidente di Sacbo Mario Ratti, quello di Confindustria Bergamo Carlo Mazzoleni, i senatori Alessandra Gallone e Mauro Ceruti, il presidente della Provincia Ettore Pirovano, il vicesindaco di Bergamo Gianfranco Ceci, il Vicepresidente della Regione Gianni Rossoni, il prossimo rettore Stefano Paleari, Antonio Percassi, fresco della laurea honoris causa in ingegneria, il sottosegretario regionale Marcello Raimondi, il consigliere Carlo Saffioti. Un’occasione per scambiare pareri su questo e su quel tema più o meno caldo: molto gettonati gli assetti di Orio al Serio e qualche tensione tra i soci.

TUTTE LE NUOVE PRESENZE 
«Il Kilometro Rosso è un campus che valorizza la diversità istituzionale e funzionale, che favorisce il dialogo tra cultura accademica, imprenditoriale e scientifica» spiega Sancin alla platea riunita nella «piazza delle idee», un vasto spazio al piano terreno dei quattro del Centro delle professioni, una struttura che si sviluppa su 9.000 metri quadri. Sancin lo definisce «un vero e proprio portale d’accesso che accoglie servizi logistici e funzionali all’attività stessa del Parco».
Tredici le realtà che hanno trovato (o troveranno a breve) casa: Chiazza & partners, Centro studi Gised imaging, DiDue, ErreDue prototipi, F&M Consulenti d’azienda, Innowatio, Jacobacci & partners, Medicina e lavoro, Porsche Akademie, Ubi-Banca Popolare, Uniheat, Warrant Group, WeightPack Engineering. Un ventaglio di servizi «funzionale all’attività stessa del Parco»: formazione, consulenza aziendale, societaria e organizzativa, contrattualistica aziendale, tutela proprietà intellettuale e brevetti, assistenza alla promozione e finanziamento della ricerca, trasferimento tecnologico, progettazione, ingegneria, design…

IL DIALOGO PUBBLICO-PRIVATO
Un tassello fondamentale per quello che una recente ricerca Censis ha messo nella top ten delle iniziative d’eccellenza per l’innovazione nel nostro Paese: «Un’iniziativa privata ma d’interesse pubblico, nella convinzione che solo attraverso una più stretta collaborazione tra queste realtà, il territorio e i cittadini possano innalzare il livello di competitività del Paese. Ma la prima sfida sono le risorse umane e la formazione». E l’Università l’ha raccolto in pieno, realizzano in 3.000 metri quadri su tre livelli il proprio Centro per l’innovazione. Una sfida a guardare oltre ogni muro, anche a quello splendidamente rosso pensato da Jean Nouvel como segno indelebile del Parco scientifico tecnologico. Castoldi parla di sfida ma anche di messaggio di fiducia, si rivolge al ministro Gelmini seduta in prima fila e le ricorda come le Università abbiano bisogno di «finanziamenti e competizione, e senza disparità di trattamento». In un certo senso è davvero l’atto finale dei suoi 10 anni in rettorato, un centro focalizzato sull’alta formazione post-laurea e permanente di imprenditori e manager, su laboratori di meccanica e bioingegneria (con strumenti e metodologie caratterizzati da un alto tasso di innovazione e originalità) e strutture per lo sviluppo e la sperimentazione di nuove metodologie a supporto dell’innovazione tecnologica. Dette così sembrano cose da fantascienza, ma è il futuro sempre più prossimo, quello che al Kilometro Rosso si tocca già con mano. In attesa del Centro di ricerche di Italcementi (griffato Richard Meier) e del potenziamento dei laboratori del Mario Negri.

OBIETTIVO 3.000 ADDETTI
La conferma arriva dai numeri: con i nuovi insediamenti le persone impegnate al Kilometro Rosso salgono da 760 a oltre 900. Entro l’anno prossimo il totale salirà ad almeno 1.500, «ma tra 5-6 anni nel Parco opereranno non meno di 3.000 addetti per un totale di 50-60 realtà», assicura Sancin. Perché la sfida è qui: «Cambiamento contro conservazione».


 


(L'Eco di Bergamo 29/09/2009)

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